A.A.T. 118 VARESE - Centrale Operativa Urgenza Emergenza

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Il P.I.M. (PIANO INTERVENTO MAGGIORE)

Progetti > Maxiemergenza

IL PIANO DI INTERVENTO MAGGIORE

Il protoccollo P.I.M. è frutto di una collaborazione stretta tra la C.O. 118 e gli Enti che collaborano con noi ( CRI, ANPAS, Croce Bianca, Provincia di Varese, CNSAS).

Sono stati definiti l'attribuzione dei compiti, gli elenchi del materiale, dei mezzi e del personale disponibili. L'obiettivo è che la pianificazione indicata nel protocollo debba trovare attuazione pratica in esercitazioni e simulazioni di intervento, organizzate in collaborazione delle parti interessate. La valutazione dei risultati ottenuti nel corso delle esercitazioni permetterà di verificare il grado di preparazione e le capacità del personale di superare, congiuntamente, il livello pratico raggiunto nell'impiego dei materiali e le modifiche da apportare al protocollo stesso.

Per motivi strategici distinguiamo le catastrofi in base alla durata dell'impegno richiesto.

INTERVENTI A BREVE RISOLUZIONE: Si tratta di situazioni richiedenti un intervento immediato ed una pronta evacuazione. Si può ipotizzare l'allestimento di uno o più PMA (Posto Medico Avanzato) da utilizzarsi come struttura per la classificazione, la stabilizzazione e la successiva evacuazione dei feriti secondo i criteri di priorità.
INTERVENTI PROTRATTI NEL TEMPO: Si tratta di situazioni richiedenti un intervento immediato sopra descritto, l'impiego dei soccorritori per più di 24 ore sul luogo del disastro. Tale condizione straordinaria implica il ricorso a Personale Sanitario, Medico, Infermieristico e Tecnico, Volontario reso disponibile dagli Enti di Soccorso con cui la Centrale Operativa 118 di Varese ha rapporti di convenzione nell'espletamento dell'attività di routine.

Il protocollo operativo ha come scopo quello di uniformare le procedure d'intervento al momento del verificarsi dell'emergenza sia a livello di Centrale Operativa 118 che di squadre d'intervento CRI, ANPAS e Croce Bianca.


TIPOLOGIE DI RISCHI DEL TERRITORIO

RISCHI NEL TERRITORIO
Data la conformazione idrogeologica del territorio, le attività industriali e legate ai trasporti aerei, su strada e ferrovia, è possibile identificare le seguenti ipotesi di rischio:

  • alluvioni, straripamenti, frane, smottamenti e valanghe
  • rilascio di sostanze tossiche, incidenti industriali
  • incidenti aerei, autostradali, ferroviari
  • incendi di vaste proporzioniincidente nucleare

ALLUVIONI E STRARIPAMENTI
Sono dovute ad abbondanti piogge che non vengono smaltite nelle reti fognarie cittadine o che provocano le piene dei corsi d'acqua e dei laghi esistenti nella provincia.
Provocano di massima: danni alla rete viaria ed alle fondamenta degli edifici, la messa fuori uso degli impianti tecnologici, l'allagamento dei terreni agricoli.
FRANE E SMOTTAMENTI
I movimenti franosi sono prevalentemente connessi con abbondanti piogge in terreni acclivi e morfologicamente instabili, quali sono la maggior parte dei terreni collinari e montuosi del nord della provincia.
RILASCIO DI SOSTANZE TOSSICHE E RISCHIO CHIMICO
Il rischio chimico è connesso con le attività di lavorazione, trasformazione, trasporto e distribuzione di sostanze tossiche. Può avere conseguenze per i lavoratori degli impianti, per il territorio adiacente alla popolazione.
Numerosi sono gli stabilimenti che operano nel settore chimico insediati nella provincia di Varese.
Nove di questi hanno l'obbligo di notifica delle sostanze trattate alla Prefettura (D.L. VO334799, art. 8); per ciascuno è stato elaborato un Piano di Emergenza interno, mentre la Prefettura ha predisposto i Piani di Emergenza Esterni.
Particolare attenzione è rivolta all'autoprotezione del personale di soccorso.
INCENDI
Incendi BOSCHIVI che minacciano di raggiungere i centri abitati o altri insediamenti di notevole interesse pubblico con grave pericolo per la pubblica incolumità.
Incendi URBANI con particolare riferimento a strutture adibite a pubblico spettacolo o pubblici servizi quali ospedali, ospizi, cinema, locali da ballo, grandi magazzini ect.
Incendi INDUSTRIALI coinvolgenti insediamenti o infrastrutture che presentino un elevato coefficiente di rischio quali stabilimenti chimici, depositi ed impianti di gas combustibile, nodi ferroviari etc.
INCIDENTI AEREI, FERROVIARI, AUTOSTRADALI
Nell'ambito territoriale è possibile individuare alcune situazioni a rischio particolarmente complesse dato il numero elevato di persone potenzialmente coinvolgibili nell'arco delle 24 ore.
AEROPORTO INTERNAZIONALE DI MALPENSA e nodo ferroviario annesso comprensivo di stazione FNM. Data l'ubicazione sul territorio, l'aereostazione implica la competenza territoriale anche delle CENTRALI OPERATIVE 118 di Milano e di Novara.
Presenza di STAZIONI FERROVIARIE FNM, quali quella di Busto Arsizio e Malpensa, oltre al traffico civile e commerciale particolarmente fervido delle FFSS.
ARTERIE AUTOSTRADALI A8 e A26 e superstrada SS336
INCIDENTE NUCLEARE
Una situazione di pericolo potrebbe derivare da un incidente che coinvolga un mezzo di trasporto di materiale radioattivo.
Altra situazione di pericolo è quella rappresentata dall'impianto EURATOM di Ispra.



GLI STATI DI ALLARME

Sulla base dei Livelli di Emergenza sono definiti tre stati di allarme:

1 STATO DI PREALLARME
Ogni qual volta via sia un evento di primo livello gestito interamente all'interno dello stabilimento.

2 STATO DI ALLARME
Viene richiesto dal Responsabile dello stabilimento, il quale allerta i VVFF, la prefettura, il Sindaco e i Responsabili delle eventuali Aziende vicine.

3 STATO DI EMERGENZA
Viene stabilito dalla Prefettura di comune accordo con il comando VVFF successivamente allo stato di allarme per attivare tutte le procedure e gli organi di soccorso. Lo stato d'emergenza comporta l'attivazione di piani particolareggiati di intervento, sotto la direzione della Sala Operativa della Prefettura.


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