A.A.T. 118 VARESE - Centrale Operativa Urgenza Emergenza

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Israele 2009

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L'ESPERIENZA DEL CORSO IN ISRAELE DEL TEAM DEL 118 LOMBARDO

RELAZIONE AL CORSO
"FORMAZIONE SUL MANAGEMENT DELL'EMERGENZA SANITARIA"



Nell'ambito del progetto per l'implementazione del percorso formativo extra e intra-ospedaliero per la gestione delle maxi-emergenze abbiamo partecipato al corso "FORMAZIONE SUL MANAGEMENT DELL'EMERGENZA SANITARIA", che si è tenuto a Tel Aviv e nel resto dello Stato di Israele nel periodo tra il 10 e il 25 maggio 2009.

Le tematiche affrontate nel corso e che sono state presentate da alcuni dei più autorevoli e competenti esperti mondiali in materia di gestione delle maxi-emergenze e di disaster management, ci hanno permesso di trarre spunti interessanti che potrebbero avere risvolti positivi anche nei nostri sistemi.
Nell'approccio agli incidenti maggiori e ai disastri la prima osservazione è che il nostro sistema presenta attualmente una netta separazione tra intra ed extraospedaliero.
Premesso che riteniamo indispensabile lavorare per una integrazione tra i due sistemi, come gruppo che rappresenta i SSUEm 118 della Regione Lombardia riteniamo utile evidenziare che:


" Filosofia di soccorso: il confronto con il sistema d'emergenza territoriale israeliano ha evidenziato che il sistema di soccorso pre-ospedaliero lombardo ha indubbiamente un buon livello di risposta, con una buona qualità prestazionale sia a livello basic che advanced. Risulta d'altronde evidente che la tipologia di interventi riscontrati in Israele sbilancia il tipo di soccorso verso una filosofia di tipo "load and go" o "load, play and go", filosofia che naturalmente sposta verso l'ospedale il fulcro operativo della gestione della emergenza e delle maxi-emergenze, in particolare;
" First responder: la presenza sul territorio di una fitta rete di soccorritori volontari "first responder" , tutti in rete radio- telefonica, in grado di intervenire con misure basic (e talvolta advanced) finalizzate ad una precoce evacuazione dal luogo dell'emergenza, è risultato un modello interessante a cui mirare ma ancora molto lontano dal poter essere realizzato nella nostra realtà;
" Integrazione completa dei sistemi di comunicazione: è emersa come un obiettivo da raggiungere; ad oggi, non esiste un chiaro e definito sistema di comunicazione unico tra tutti i mezzi di soccorso e differenti centrali operative. Un sistema di comunicazione unico, valido e che preveda un back up operativo è riconosciuto come un presupposto fondamentale per il buon funzionamento del sistema;
" Standardizzazione di un linguaggio comune e dell'approccio organizzativo/operativo del sistema 118, processo già avviato in AREU (con particolare attenzione alle procedure di attivazione in caso di maxi-evento o disastro). La standardizzazione di una procedura d'approccio al maxi-evento (la busta istruzioni o check list operativa per i primi soccorritori sulla scena) e l'utilizzo di una metodica di triage unica tra tutti i SSUEm deve essere resa operativa su tutti i mezzi di soccorso (MSB, MSI e MSA);
" Potenziamento della capacità di risposta con l'attivazione rapida di un maggior numero di risorse in tempi ristretti; al momento, il nostro sistema non è in grado di garantire elevati numeri di risorse in tempi brevi e andrà rivista la filosofia della catena dei soccorsi con l'istituzione dei PMA;
" Potenziamento nell'approccio all'evento non convenzionale (NBCR); probabilmente, come per i PMA, andrà rivalutata l'opportunità di investire in futuro su risorse campali per la decontaminazione
" Formazione: abbiamo riscontrato quanto importante sia l'esistenza di un centro di formazione regionale, adeguatamente attrezzato con le più moderne tecnologie reali e virtuali, e che consenta la formazione dei formatori. Tale centro deve essere un passaggio obbligato per verificare le capacità didattiche del formatore e deve utilizzare materiale condiviso che tenga conto degli obiettivi formativi.

Concludendo:
- l'attuale sistema di risposta territoriale alla maxi-emergenza (PMA, DECO e Medical Incident command System) rimane ancora valido nella nostro sistema fino alla realizzazione di una reale integrazione con il sistema di risposta ospedaliero;
- I 2 sistemi (extra-ospedaliero e intra-ospedaliero) hanno necessità di conoscersi maggiormente reciprocamente;
- Vanno realizzati dei percorsi formativi paralleli che consentano dei momenti comuni di confronto;
- È necessario eseguire esercitazioni congiunte extra-intra ospedaliere.

DAY BY DAY - IL RACCONTO

RESOCONTO DEL CORSO

11 Marzo
La prima giornata, di carattere introduttivo, ha preso in considerazione le definizioni di disastro ed incidenti di massa, con particolare attenzione ai concetti di "risk assessment" e "risk management" quest'ultimo punto approfondito tramite workshop calato nella nostra realtà regionale.
Da questa prima giornata è scaturita la necessità di rivisitare e testare i piani di emergenza già presenti nelle varie realtà provinciali, uniformando le procedure all'interno del sistema sanitario preospedaliero ed integrandole con i piani di emergenza ospedalieri. È emersa poi incontrovertibilmente la necessità di definire le procedure con gli altri Enti interessati.

12 Marzo
Nella seconda giornata sono stati delineati gli aspetti fondamentali dei programmi di preparazione alla gestione della maxiemergenza. Sviluppo del processo di pianificazione, piani di assistenza internazionale.
Nel pomeriggio ci siamo trasferiti presso il centro di simulazione di Tel Hashomer. Tale struttura costituisce un vasto complesso in grado di riprodurre in maniera verosimile svariati scenari di emergenza medica, traumatologica, convenzionale e non. In Israele la certificazione presso questo centro è essenziale requisito all'abilitazione professionale in svariati campi.
L'intero gruppo è stato testato, con ottimi risultati, in molteplici scenari. Questo ci ha consentito di apprezzare in prima persona la simulazione come strumento formativo. Sarebbe pertanto auspicabile un sistema analogo anche per la formazione del personale AREU 118.

13 Marzo
Visita ospedale Nahariya. Si è potuto apprezzare l'organizzazione di un ospedale sotto attacco missilistico e la conseguente risposta sanitaria all'evenienza.
Il trasferimento dell'attività ospedaliera nei locali sotterranei, che viene realizzata nel giro di un'ora dall'allerta, ha evidenziato l'efficacia di procedure estremamente semplici ed acquisite capillarmente da tutti gli operatori della struttura.

15 Marzo
Visita al Rambam Medical Center. Abbiamo preso visione del Trauma System di un ospedale di I Livello, dotato della capacità di risposta al massiccio afflusso di pazienti di qualunque natura. Ci ha colpito in particolare la figura del Trauma Coordinator, inteso come l'operatore sanitario che segue il paziente traumatologico in tutto il suo percorso ospedaliero.
È emersa inoltre la necessità di un Trauma Registry che fornisca periodici feedback agli ospedali come strumento di controllo qualità

16 Marzo
Visita al Magen David Adom (MDA). Dopo la presentazione dell'MDA, nella sua storia e nelle sue caratteristiche organizzative attuali ,sono state affrontate le problematiche relative alla logistica .Dal confronto con il loro sistema le nostre problematiche maggiori risultano relative alla disponibilità di risorse (mezzi molto più numerosi, dotati di DPI anche per NBCR, e mezzi per maxi-emergenza già pronti alla partenza con materiale preventivamente stoccato).
Altro punto dolente è il sistema di comunicazione che nella nostra realtà presenta ancora lacune tecniche e di uniformità.
Dopo una breve visita al centro con visione dei mezzi e della C.O. è seguita una lezione sulla pianificazione. Dal confronto è emersa la necessità di una pianificazione più dettagliata, ma estremamente semplice e capillarmente condivisa con tutti gli operatori, una maggiore abbondanza di personale e una preparazione uniforme. In particolare l'attivazione del personale in caso di maxi-emergenza si realizza quasi in tempo reale. E'emersa altresì una diversa filosofia di approccio nel soccorso ("scoop and run " versus "stay and play") legata alla diversa tipologia dei pazienti e alla diversa risposta degli ospedali.

17 marzo
Visita all'ospedale Assaf Harofeh : qui abbiamo assistito a leziioni frontali sulla pianificazione della preparazione all'emergenza., relativa elaborazione di un piano , del training del personale e partecipazione ad una esercitazione con massiccio afflusso di feriti con coinvolgimento di sostanza tossica.

Giovedì 18
Nella mattina in due frontali sono stati presi in esame prima importanti aspetti relativi alla medicina dei disastri seguente alla fase acuta dell'evento con particolare riguardo al reperimento delle risorse e gestione dell'igiene pubblica e dopo all'epidemiologia delle malattie trasmissibili alla popolazione colpita da eventi calamitosi. Le lezioni hanno enfatizzato l'importanza delle fasi di preparazione ed addestramento che devono fare parte integrante delle fasi di pianificazione.
Nel pomeriggio sono stati presentati aspetti peculiari della risposta sanitaria al bio terrorismo seguito dalla presentazione di uno strumento informatico per lo studio interattivo ed il riconoscimento sul campo delle principali patologie derivanti da eventi bioterroristici. A seguire una stimolante lezione interattiva che ha avuto come fulcro l'esperienza israeliana nella gestione dell'influenza aviaria.

Venerdì 19
Un unico relatore ha presentato tutti gli aspetti relativi all'emergenza chimica in ambito convenzionale e non, sottolineando gli aspetti cruciali in fase di preparazione e gestione.
Nel corso della giornata sono stati effettuati table top work inerenti ai vari aspetti della gestione di un attacco terroristico non convenzionale dando risalto non solo alla risposta sanitaria nelle varie fasi post evento, ma anche alla interazione con tutte le figure preposte alla gestione dell'evento stesso.
Il relatore ha lasciato l'aula condividendo con tutti i partecipanti le future azioni da proporre successivamente al corso.

Sabato 20
Visita al Sharei Zedek Medical center di Gerusalemme, con particolare riguardo alla logistica e all'organizzazione degli spazi del dipartimento di emergenza, all'utilizzo della Shock Room One Way Road. E' stato anche mostrato il sistema di al triage realizzato nel parcheggio antistante le molteplici e dedicate vie di accesso al dipartimento di emergenza sia per quanto riguarda la risposta alle situazioni ordinarie che alle mass casuality events.

Domenica 22:
visita alla base militare di Zifrin, sede del centro di addestramento unificato della sanità militare.
Qui ci sono state illustrate le modalità di formazione e l'operatività delle tre figure professionali operanti in quest'ambito: soccorritori, paramedici e medici.
A lezioni frontali si sono alternate simulazioni nel centro locale di addestramento hi-tech, con scenari in ambito militare come l'allestimento di un PMA sotto il fuoco nemico.
Nel pomeriggio ci sono state illustrate le risorse logistiche e l'organizzazione dell'Home Front Command, la struttura di comando e controllo alternativa israeliana al Dipartimento italiano di Protezione Civile.
Anche in questo caso si è evidenziata la centralità della pianificazione organizzativa peculiare del mondo militare traslato a quello civile.


Lunedì 23:
visita al Comando dell'Unità search and rescue "669" dell'aeronautica Militare israeliana, in cui si sono evidenziate le capacità tecnico organizzative del recupero e soccorso sia al di là delle "linee nemiche" che in ambito civile.
Nella prima parte del pomeriggio ci siamo confrontati con la gestione degli aspetti psicotraumatologici delle emergenze: dimensionamento, importanza dell'argomento e strumenti di gestione.
La giornata si è conclusa con una lezione interattiva sulle strategie di "Recovery and Reconstruction" dopo un disastro.

Martedì 24:
nella mattina sono stati trattati problemi legati alla gestione dell'informazione ed ai rapporti con i media.
Nel pomeriggio è stata fatta un'analisi dei feedback del corso ed è stato fatto un de briefing globale tra i docenti ed i partecipanti.
In serata c'è stata una cena ufficiale, con la partecipazione di alte autorità sanitarie sia dello Stato di Israele che della Regione Lombardia.
È stato pertanto dichiarato concluso il corso e sono stati consegnati gli attestati di partecipazione.

Mercoledì 25:
alle ore 13:00 il gruppo si è radunato per recarsi all'aeroporto Ben Gurion di tel Aviv per il volo di rientro in Italia.

PER INFO: guido.garzena@118varese.org

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